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Una sezione dedicata ad approfondimenti su vari aspetti legati al mondo dei pavimenti di calcestruzzo e rivestimenti in resina.

Gli argomenti di questa pagina:
La qualità tecnica
La qualità funzionale
La qualità estetica


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 ARTICOLI E APPROFONDIMENTI

LA QUALITA' DEL PAVIMENTO COSA S'INTENDE
Nel passato, la “regola d'arte” rappresentava gli insegnamenti orali e fortemente soggettivi cui doveva adeguarsi un manufatto ed i suoi componenti per essere considerato “ben fatto”. Con la necessità di valutare i termini delle prestazioni di un pavimento di calcestruzzo, oggi valgono le così dette “regole di qualità”, molte delle quali riportate dalle norme cogenti e vigenti. Ovvio quindi che la progettazione deve prevedere quei valori e quei presidi atti a garantire

  • la qualità tecnica,
  • la funzionalità e
  • l'aspetto estetico

richiesti al manufatto.

Se la descrizione di capitolato fosse carente, generalizzata o facesse riferimento alla cosidetta regola d'arte (non quantificabile economicamente), si otterrebbe un “pavimento commerciale a correre” la cui unica qualità dipenderebbe esclusivamente dalla quotazione economica.

La risposta equilibrata per il pavimento di qualità deve quindi essere rapportata al progetto, ed alle diverse situazioni di cantiere e di fornitura che variano sensibilmente (da località a località, da impianto di calcestruzzo a impianto, da stagione a stagione) e quindi devono essere prescritte nel progetto.

LA QUALITÀ TECNICA
I criteri fondamentali per raggiungere le prestazioni e le tolleranze attese, devono dunque riferirsi alla normativa vigente e cogente ovvero alle cosidette regole di qualità tecnica.

La qualità tecnica coinvolge la stratigrafia del sistema pavimento (supporto, calcestruzzo, strato d'usura e rivestimento) e fà riferimento alle norme cogenti e vigenti. Diviene quindi un obbligo per il progettista prescriverne le prestazioni attese e verificarne la rispondenza durante e dopo la realizzazione.

LA QUALITÀ FUNZIONALE
La qualità funzionale si riferisce a quelle deformazioni, vizi o difetti che potrebbero ridurre la funzionalità dei locali pavimentati. Deformazioni, vizi o difetti che richiedono prescrizioni sui presidi da adottare per ridurne l'entità proprio in considerazione del fatto che nessun appaltatore fornirà un manufatto con caratteristiche migliorative se non espressamente indicate e quotate negli accordi contrattuali. Siccome la ”regola d'arte”, cui molti progettisti si rivolgono per mimetizzare il loro ”non sapere nel merito”, non trova alcun riscontro nella normativa (e quindi non quantificabile dal punto di vista economico e qualitativo), sarà indispensabile che i progettisti e la committenza pongano i limiti e le tolleranze attese per la funzionalità del pavimento.

Prescrivere solamente la resistenza caratteristica del calcestruzzo, l'armatura necessaria ed il tipo di strato d'usura significa esprimere un concetto primitivo di funzionalità del pavimento. Concetto primitivo che caratterizza un “pavimento commerciale a correre” , cui le norme non fanno riferimento.

Gli argomenti da prevedere progettualmente definendone le tolleranze per la qualità funzionale di un pavimento s'intendono riferiti a: Urti, Trascinamento di corpi contundenti, Stato fessurativo, Orizzontalità, Planarità, Imbarcamenti, spessori.

LA QUALITÀ ESTETICA
Il pavimento ad uso industriale, deve rispondere ai criteri di conformità specificati nel progetto e definiti contrattualmente, o in caso contrario a quelli specificati nelle norme cogenti e vigenti. Potrebbero comunque sussistere dei dubbi per quei parametri estetici ignorati nel progetto e/o non specificati tra le parti per cui si avrebbero delle valutazioni soggettive.

I parametri estetici che vengono riportati come regole di qualità estetica hanno lo scopo di chiarire ciò che può essere, per alcuni, causa di insoddisfazione e possono essere raggruppati nei seguenti argomenti:

  • Taglio dei giunti che non finisce contro i muri;
  • Finitura manuale contro muri e spiccati in elevazione;
  • Eterogenia superficiale nelle tonalità di colore (chiazze chiare e scure);
  • Segni del frattazzo (manuale o meccanico) sulla superficie;
  • Efflorescenze.


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