3 semplici regole per affrontare il Quesito

affrontare un quesito

3 semplici regole da adottare quando la contestazione sul pavimento arriva in tribunale, importanti per non “subire” il quesito del Giudice.

1) Nomina del CTU

L’iscrizione all’Albo dei CTU (per la precisione ce ne sono due nei Tribunali, un albo civile ed un albo penale) è soggetta a regole piuttosto generiche (per il civile, vedi articoli 13 e seguenti delle Disposizioni di Attuazione del Codice di Procedura Civile: consulti un codice di procedura o in internet per i dettagli). IN linea generale, il mio ex professore di applicazioni tecniche alle medie ben può essere nominato CTU per uno dei cantieri dell’Expo …, e potrei raccontarne di aneddoti…).  Diciamo come effettivamente vanno le cose: se il Pavimentista è convenuto, il più delle volte si trova di fronte ad una nomina di CTU già eseguita. Se invece il Pavimentista si costituisce in giudizio quando la nomina del CTU non è ancora avvenuta, allora ben può sollecitare la nomina a CTU di un esperto che sia dotato di laurea in ingegneria edile (questa o quella specializzazione), che si intenda di calcestruzzo, che vanti nel curriculum una eventuale esperienza di cantiere, ecc.). Dunque, se vi è spazio, il legale del Pavimentista potrà inserire nell’atto una formula di questo tenore (le calibriamo successivamente, dopo che Lei avrà potuto leggere, così da fissarne una per quando il Pavimentista è Attore ed una diversa per quando è Convenuto o Terzo chiamato): “Fatto salvo ogni diritto e facoltà, si chiede che l’Ill.mo Sig. G.I. voglia nominare designare il CTU fra gli iscritti all’Albo in possesso di laurea in ingegneria edile, con specifiche competenze in materia di calcestruzzo, anche ai sensi della legge 1086/1971, nonchè con specifica esperienza in materia di esecuzione dei contratti di appalto e di direzione dei lavori sui cantieri”.

2) Prima di arrivare alla formulazione del Quesito,

il legale del Pavimentista deve depositare in giudizio la documentazione e la letteratura tecnica alla quale si vuole fare riferimento in sede di formulazione del quesito. In questo senso, vado a rimodellare la richiesta Aicardi istruendo i Pavimentisti a fornire ai propri legali la letteratura tecnica alla quale Aicardi si riferisce, ed a verificare che l’atto difensivo del Pavimentista rispecchi quella letteratura tecnica!!! In quella letteratura tecnica posso includere le varie norme Uni, gli Usi Encoper, raccolte di articoli, il testo i Pavimenti per l’Avvocato, e così via. Quando il CTU ritirerà i fascicoli di parte dei legali, avrà già a disposizione il materiale utile alla difesa del Pavimentista!!! Punto fermo deve essere il seguente: deve già risultare acquisito agli atti di causa il complesso di nozioni e di informazioni che il CTP ed il legale del Pavimentista andranno a valorizzare sia in sede di formulazione del Quesito, sia in sede di sopralluogo e di svolgimento della CTU, fino a ricomprendere il deposito delle istanze e osservazioni (art. 194 comma 2 cod. proc. civ. e artt. 90 e 92 disp. att. cod. proc. civ.) di cui recentemente Le ho trasmesso alcuni esemplari. Il mio pensiero è il seguente: devo criticare la relazione di CTU conducendo il ragionamento su quanto ho già illustrato nelle difese e attraverso la letteratura tecnica che il mio legale ha depositato nel fascicolo di parte.

3) Ancor prima di giungere alla formulazione del Quesito

, il Pavimentista dovrà ricordare al proprio legale che sarebbe controproducente (per non dire un autogol) difendere il Pavimentista limitandosi a quello che era il progetto e il capitolato oppure la disposizione data in cantiere dal Direttore dei Lavori, in quanto eventuali errori di progettazione o di istruzioni del Direttore dei Lavori impegnano anche la responsabilità dell’Appaltatore-Pavimentista se non viene provato che erano errori difficilmente riconoscibili.

credits