A SPASSO PER TRIBUNALI


 

Stralcio della relazione tenuta dall’avvocato Sergio Cosmai con studio in Bologna, durante l’incontro con i soci tenutosi a San Martino di Lupari il 23 Maggio 2014

 

1. NOMINA DEL CTU

caso a) Se il Pavimentista è parte convenuta, il più delle volte si trova di fronte ad una nomina di CTU già eseguita, ed il legale del pavimentista dovrà limitarsi a depositare in Tribunale l’atto difensivo (costituzione in giudizio). In questo caso leggere attentamente il punto 3.

caso b) Se invece il Pavimentista si costituisce in giudizio quando la nomina del CTU non è ancora avvenuta, allora ben può sollecitare la nomina a CTU di un esperto che sia dotato di laurea in ingegneria edile (questa o quella specializzazione), che si intenda di calcestruzzo, che vanti nel curriculum una eventuale esperienza di cantiere, ecc..

Dunque, se vi è spazio, il legale del Pavimentista potrà inserire nell’atto una formula di questo tenore: <<Fatto salvo ogni diritto e facoltà, si chiede che l’Ill.mo Sig. G.I. voglia nominare designare il CTU fra gli iscritti all’Albo in possesso di laurea in ingegneria edile, con specifiche competenze in materia di calcestruzzo/resine, anche ai sensi della legge 1086/1971, nonchè con specifica esperienza in materia di esecuzione dei contratti di appalto e di direzione dei lavori sui cantieri>>

2. DEPOSITO DELLA DOCUMENTAZIONE FAVOREVOLE AL PAVIMENTISTA

Prima di arrivare alla formulazione del Quesito o comunque nel momento in cui avviene la costituzione in giudizio del Pavimentista, il suo legale deve depositare in giudizio l’atto difensivo contenente anche la documentazione e la letteratura tecnica alla quale si vuole fare riferimento in sede di formulazione del quesito e di svolgimento della CTU.
Il Pavimentista fornirà al proprio legale le norme UNI, le linee guida e o la letteratura tecnica, indicando anche la eventuale consultabilità di questi testi sul sito Encoper o altri siti. Questi testi rivestono rilevanza giuridica poiché definiscono alcune caratteristiche dei prodotti, alcune caratteristiche dimensionali e prestazionali dei materiali e di un processo, secondo lo stato dell’arte tecnico e tecnologico. Testi che di fatto costituiscono la regola d’arte al tempo d’oggi.
Importante è che queste pagine ed informazioni siano direttamente inserite nel fascicolo contenente l’atto difensivo del Pavimentista, in modo che quando il CTU ritirerà i fascicoli di parte dei legali, avrà già a disposizione il materiale utile alla difesa del Pavimentista!!!
Punto fermo deve essere il seguente: deve già risultare acquisito agli atti di causa il complesso di nozioni e di informazioni che il CTP ed il legale del Pavimentista andranno a valorizzare sia in sede di formulazione del Quesito, sia in sede di sopralluogo e di svolgimento della CTU, fino a ricomprendere il deposito delle Istanze e Osservazioni (vedi più in basso nel presente testo).
Il pensiero del CTP del pavimentista deve essere  il seguente: devo criticare la relazione di CTU conducendo il ragionamento su quanto ho già illustrato nelle difese e attraverso la letteratura tecnica che il mio legale ha depositato nel fascicolo di parte.
In altre parole il legale e il CTP potranno di volta in volta rifarsi alla fonti (norme UNI, linee
guida, Usi e consuetudini, e altri testi) per orientare il ragionamento del CTU purchè questi vengano allegati agli atti di causa .

3) FORMULAZIONE DEL QUESITO

Il pavimentista dovrà collaborare con il legale per inserire tra i quesiti al CTU quelle formule che possano tornare utili. Come ad esempio:

  1. considerare determinati argomenti;
  2. compiere determinati accertamenti;
  3. assumere determinate impostazioni di metodo  nello svolgimento delle operazioni peritali (come ad esempio il metodo di misurazione della planarità con staggia e non con strumenti di alta precisione).

4) SVOLGIMENTO DELLE OPERAZIONI PERITALI

Per svariati fattori (fra cui l’assenza di specifica competenza del CTU sui pavimenti e rivestimenti) può accadere che il CTU decida di non tener conto in alcun modo delle richieste e delle specifiche sollecitazioni che provengono dalle parti in causa, e così finisca per depositare una relazione di consulenza tecnica “a senso unico”, nella quale vediamo prevalere unicamente le convinzioni personali del CTU (per questo motivo si devono depositare  norme, linee guida, usi e consuetudini ecc).
Il Pavimentista, e, per esso, il suo legale ed il suo CTP,  hanno a disposizione, per tutto il corso delle operazioni peritali e dello svolgimento della consulenza tecnica, lo strumento delle Istanze e delle Osservazioni, rispettivamente previste nel Codice di Procedura Civile (art. 194 comma 2) e nelle Disposizioni di Attuazione del Codice di Procedura Civile (art. 92). Si riporta il testo degli articoli appena menzionati: Art. 194 c.p.c.: il CTP interviene nelle attività peritali del CTU e può presentare, per iscritto o a voce, istanze e osservazioni. Può essere autorizzato a domandare chiarimenti alle parti, ad assumere informazioni da terzi e a eseguire piante, calchi e rilievi.
(Le “istanze ed osservazioni” che il CTP puo’ inviare al CTU vanno presentate esclusivamente in sede di operazioni peritali, per cui l’altra parte ne viene immediatamente a conoscenza senza alcuna necessita’ di alcunche’ da parte del CTU. Di queste potra’ o meno tenerne conto, e le parti potranno o meno contestarlo a seconda delle loro convenienze]
Art. 92 c.p.c:. Questioni sorte durante le indagini del consulente.
Se, durante le indagini che il consulente tecnico compie da sé solo, sorgono questioni sui suoi poteri o sui limiti dell’incarico conferitogli, il consulente deve informarne il giudice, salvo che la parte interessata vi provveda con ricorso [c.p.c. 195]. Il ricorso della parte non sospende le indagini del consulente. Il giudice, sentite le parti, dà i provvedimenti opportuni.
Le Istanze e le Osservazioni risultano particolarmente importanti, poiché permettono al legale ed al CTP del Pavimentista di incidere in modo specifico sul contenuto della relazione di consulenza tecnica e, di riflesso, su quella che sarà la decisione del Giudice.
In questo senso il legale ed il CTP del Pavimentista saranno in condizione di segnalare che, se, nonostante le specifiche critiche all’operato o al ragionamento del CTU contenute nelle Istanze e nelle Osservazioni, sia la relazione di consulenza tecnica, sia la successiva sentenza, non ne tengano conto, la stessa relazione di consulenza tecnica e la sentenza risulteranno nulle. Al riguardo è sufficiente richiamare la seguente decisione della Corte di Cassazione:
“Il giudice del merito, quando accoglie le conclusioni del consulente tecnico d’ufficio, non è tenuto a confutare dettagliatamente le contrarie argomentazioni delle parti. Quando, però, le critiche mosse alla consulenza sono tali che, se fondate, condurrebbero a soluzione diversa da quella proposta, il medesimo giudice non adempie all’obbligo della motivazione se, per confutare, si limita a generiche affermazioni di adesione al parere del consulente”. (Cass. civ. Sez. II, 23/06/1995, n. 7150)

5) COSA PUO’ ATTENDERSI IL PAVIMENTISTA DAL LEGALE E DAL CTP

Rispetto a quanto può attendersi dal legale, occorre dire che il Pavimentista non potrà difendersi semplicemente affermando di avere eseguito un progetto o di aver rispettato istruzioni provenienti dal Committente, dal suo Direttore dei Lavori,  o dall’Appaltatore Principale, in quanto lo stesso Pavimentista è tenuto a verificare, nei limiti delle sue competenze, la eventuale presenza di errori di progettazione o di errori nelle Istruzioni del Direttore dei Lavori.
Rispetto a quanto può attendersi dal CTP, occorre dire che, anche in considerazione di quanto visto più sopra su “Istanze e Osservazioni”, il Pavimentista ed il suo legale non potranno limitarsi a fare affidamento unicamente sulla competenza specifica del proprio CTP, ma dovranno piuttosto collaborare con il proprio CTP e presentare “Istanze e Osservazioni” ogni volta che ciò risulti necessario.


A disposizione dei soci

LE NORME

UNI 11146 “progettazione, esecuzione e collaudo dei pavimenti di calcestruzzo ad uso industriale”
UNI 11104 “Calcestruzzo Specificazione, prestazione, produzione e conformità”
UNI 10966 “Rivestimenti resinosi per pavimentazioni. Istruzioni per la progettazione e esecuzione”

LE LINEE GUIDA ENCOPER

Pavimenti in cls con riscaldamento radiante
Piazzali esterni in cls
Pavimenti celle frigorifere e su supporto iglu
Pavimenti su soletta
Travetto in resina
Valutazione piano di posa

USI E CONSUETUDINI

USI E CONSUETUDINI PAVIM IN CLS
USI E CONSUETUDINI RIVESTIMENTI IN RESINA 

 

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