Umidità nel supporto dei pavimenti in resina

I rivestimenti in resina e l’umidità nel supporto in calcestruzzo.

I tempi di asciugatura, l’umidità ottimale, come prevenire distacchi e delaminazione.

Renzo Aicardi*
*segretario tecnico ENCOPER (Ente Nazionale COstruttori Pavimenti E Rivestimenti)


Prima negli Stati Uniti poi n Europa i produttori di formulati resinosi hanno imposto agli applicatori di verificare l’umidità residua nel supporto in calcestruzzo al fine di garantire durabilità ed evitare distacchi del rivestimento dal supporto.
In Italia gli applicatori hanno molta difficoltà nel procurarsi l’apparecchiatura idonea (dal costo limitato) e qualche formulatore si è così inventato il prodotto resistente all’umidità di risalita.
I problemi relativi all’ umidità di risalita sono oggi oltremodo noti quali distacchi e bolle,
Pertanto è di importanza che nella stratigrafia del supporto in calcestruzzo sia prevista una barriera al vapore costituita da foglio di polietilene e questo per evitare l’umidità di risalita, ma di certo questa barriera al vapore non evita l’umidità presente nel pavimento.
In Italia per misurare l’umidità relativa presente all’interno del pavimento sovente si sbaglia perché qualche operatore rileva l’umidità appoggiando un igrometro sulla superficie, mentre è ad una profondità di almeno 4 cm che il dato sull’umidità deve essere rilevato.
Appena posto in opera, a seconda della situazione climatica, l’acqua affiora per capillarità in superficie (bleeding) ed inizia ad evaporare nell’ambiente ed il calcestruzzo inizia ad indurire. Ma questa risalita è diversa tra gli strati superficiali (esposti all’aria) e gli strati più interni (dalla metà spessore in giù perché ben protetta dalla massa soprastante e dal supporto sottostante).
Dunque l’acqua libera nel pavimento impiega molto tempo ad evaporare verso l’ambiente talvolta impedita dalla stagionatura protetta obbligtoria, e più avanti nel tempo rallentata dall’umidità esistente nei locali.
Gli americani sono talmente severi nello stabilire l’umidità presente nel calcestruzzo che hanno normato una procedura di controllo con la “ASTM F2170 check list”. Digitando su internet il riferimento, vi apparirà la procedura di controllo ed alcuni moduli che vi faranno comprendere l’importanza di misurare sempre, in punti diversi e in numero significativo (il calcestruzzo è un materiale eterogeneo), l’umidità del pavimento in calcestruzzo prima di applicare un qualsiasi rivestimento in resina.

Perché è importante misurare l’umidità del pavimento?
Stiamo parlando di calcestruzzo, un materiale eterogeneo e poroso la cui composizione comprende parecchia acqua, mai meno di 170-180 litri per metrocubo. Di questi 170 litri/m3 circa 70 servono ad idratare il cemento (rapporto stechiometrico 0,4 circa) gli altri 100 litri/m3 e passa, evaporeranno nel tempo verso l’ambiente.

Ma quanto tempo occorre?
La velocità di trasmissione dell’umidità dal basso verso l’alto del pavimento, dipende:

  • Dal grado di saturazione del calcestruzzo, che è una funzione o il differenziale dell’umidità relativa su entrambi i lati del pavimento per il suo spessore.
  • Dal grado di umidità relativa dell’ambiente e dalla temperatura
  • Dallo spessore del pavimento
  • Dall’esistenza o meno di una barriera al vapore o supporto impermeabile
  • Dal rapporto a/c del calcestruzzo

Variabili queste che rendono difficile stabilire quando un pavimento può essere rivestito con un sistema resinoso, se dopo le appropriate misurazzioni ad almeno 4 cm di profondità.
Ma vogliamo ricordare che l’umidità residua nel pavimento, evaporando verso l’ambiente, può influire negativamente sull’applicazione del rivestimento favorendo il cosidetto punto di rugiada.

Il livello accettabile di Umidità
Qual è la percentuale di umidità relativa accettabile in un pavimento.? Vari livelli possono essere appropriati a seconda del tipo di rivestimento prescelto. Ma una cosa è certa, in assenza di barriera al vapore tra massicciata e pavimento in calcestruzzo l’umidità di risalita coinvolge anche l’umidità del calcestruzzo rendendo elevato il tasso di umidità, portando non di rado alla formazione del punto di rugiada o di condensazione che si deposita sul pavimento inficiando l’aderenza del sistema resinoso al pavimento..
Il punto di rugiada è la temperatura rapportata ad una Umidità Relativa dell’ambiente piuttosto alta, alla quale l’aria diventa satura di vapore acqueo ovvero condensa e si deposita sul pavimento impedendo una buona adesione del sistema resinoso.
Applicando un qualsiasi sistema resinoso l’applicatore deve durante il periodo dell’applicazione controllare che la temperatura del pavimento risulti da 3 a 6 °C sopra il punto di rugiada anche se qualche prodotto è più o meno tollerante. Per togliersi i dubbi controllare le schede tecniche.
II punto di Rugiada può essere calcolato utilizzando l’umidità relativa e la temperatura dell’aria: tuttavia, su internet sono ampiamente disponibili tabelle di riferimento sul Punto di rugiada
La preparazione del fondo su cui applicare il rivestimento in resina attraverso la pallinatura aiuta notevolmente a favorire l’evaporazione, ma bisogna considerare qualche giorno perché l’umidità ancora presente nella massa possa evaporare.

Un accettabile livello di umidità misurata a 4 cm di profondità nella letteratura di settore non deve superare il 3%.

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